Per iniziare

Cose assolutamente da sapere per chi prova ad investire qualche euro sui mercati.

Iniziamo dai “ferri del mestiere”. Per operare serve un conto on line presso una banca o sim in grado di offrire una piattaforma di lavoro adeguata, commissioni ragionevoli e ampia offerta di strumenti finanziari negoziabili. Ho provato direttamente molte piattaforme e penso quindi di poter dare un giudizio centrato. Per chi investe in ottica di medio periodo, non facendo trading intraday ma acquistando azioni in ottica di speculazione ma non di brevissimo, Fineco con la piattaforma PowerDesk offre sicuramente il miglior compromesso tra professionalità, numero di strumenti tradabili e costi. Per i trader un pò più evoluti la neo trasformata WeBank (ex IntesaTrade prima e WeTrade poi) offre ottime commissioni, buona scelta di mercati finanziari e soprattutto la piattaforma T3 estremamente funzionale e eversatile, adattissima anche allo scalper intraday. Per chi invece fa trading quasi a livello professionale Directa e soprattutto IWBank con l’ottima piattaforma QuickTrade offrono un servizio davvero notevole. Naturalmente ci sono poi anche molti broker esteri che si sono affacciati al nostro mercato, ma per problemi burocratici sul capital gain e la possibilità che in futuro non abbiamo più un helpdesk in Italia (cosa capitata con Finspreads), non li consiglio a chi è alle prime armi. Ci sono naturalmente altre possibilità, ma tra i players principali del mercato del trading a mio avviso queste sono le scelte migliori.

  1. febbraio 9, 2011 alle 11:21

    FASE DUE
    Avete la vostra piattaforma, e ora giù ad operare a tutta birra!!!
    Niente di più sbagliato. Vi piacerebbe vedere vostro figlio neo patentato sfrecciare a 200 all’ora sopra un bolide in autostrada? La risposta è ovvia…NO!!!
    Bene, non bastano i soldi e un broker per fare trading, non parlo a livello professionale, quello è fuori discussione, nessuno di punto in bianco penserebbe di mettersi a fare l’avvocato o il chirurgo, non vedo perchè uno possa pensare di fare il trader 🙂
    Anche solo a livello di investimento di risparmi personali è comunque un errore buttarsi nella mischia senza conoscere le regole oppure la semplice meccanica dell’inserimento ordini. Investire rischiede studio e passione per i mercati, dedicandoci tempo posso garantirvi che sarete in grado di fare sicuramente meglio della media dei fondi d’investimento che trovate in giro, ma sono altrettanto certo che senza la dovuta preparazione i soldi investiti spariranno in breve tempo.
    Il primo passo è sempre e dico sempre il paper trading, operazioni simulate e se proprio non riuscite a farlo perchè volete sentirvi davvero sul mercato, se il vostro profilo commissionale ve lo permette (nel senso che non ha un minimo di spesa troppo oneroso, e in questo caso avete sbagliato broker) comprate quantità microscopiche di azioni (alla larga da futures e derivati). Se avete intenzione di investire 10.000 € dei vostri risparmi, per i primi 6 mesi investite solo 1000 € frazionati in piccoli trade da 200 € al massimo. Passati questi 6 mesi… mi ringrazierete!
    La strada per diventare un investitore preparato è lunga ma cercherò pian piano di mettere nero su bianco tutto quello che c’è da sapere.

  2. febbraio 9, 2011 alle 15:20

    50 e 50?
    I detrattori dell’analisi tecnica affermano che è una disciplina inutile in quanto i movimenti dei prezzi sono (a loro avviso) erratici e random. Affermazione che ritengo imprecisa, in quanto i prezzi si muovono si in maniera poco prevedibile ma non casuale, dato che un prezzo è la visione che ha la massa degli investitori, in quel preciso momento, su quel dato strumento finanziario e per tendenza naturale gli esseri umani (dietro a tale decisione) sono soliti ripetere nel tempo gli stessi atteggiamenti. Cosa che permette di identificare situazioni grafiche che si ripetono con una certa regolarità.
    Questa introduzione per arrivare al titolo del commento: 50 e 50?
    Sono queste le percentuali di successo o fallimento di un trade una volta messo a mercato? Come immaginerete la risposta è no!
    Se sono rialzista su titolo, se sale guadagno e se scende perdo. Sembra facile, lineare…e in teoria non fa una piega, ma nella pratica entra in ballo il fatture umano, quello che determina i prezzi e che determina il successo o il fallimento di un operazione. Nel caso di un investitore novello, più facilmente un fallimento.
    Uno dei cardini dei trader di successo è la ripetitività nel tempo di un modello di trading vincente, cioè di un piano operativo, cosa che raramente un trader alle prima armi ha. Spesso si è alla caccia di segnali operativi, come se un buon prezzo di entrata fosse la sola chiave di successo. Sono molti i fattori che fanno di un trade una situazione vincente e non un colpo di fortuna e prometto di sviscerarli pian piano tutti; un segnale di acquisto è un punto di partenza, ma senza una strategia di gestione capitale (money management), una quantità centrata di pezzi acquistati (position sizing) e soprattutto la rigida gestione dello stop loss, dove rigida non significa stop stretto, ma quando, una volta identificato un punto di uscita, il trade non va nella direzione sperata, questo va chiuso senza se e senza ma! Infine il punto di uscita, che sembrerà strano è più difficile da identifivare dello stop loss. E’ più facile tagliare una perdita che far correre per bene un bel trade positivo. Uno degli errori frequenti di molti investitori (e non solo dei nuovi) è quello di non far correre i guadagni, quella che io chiamo (scusatemi il riferimento sessuale ma è una battuta) eiaculazione precoce da trading 🙂
    L’ansia del bel trade è tale che si perde di lucidità e si incassa prima del tempo un trade perdendosi dei potenziali grossi guadagni. Questo, insieme al mancato rispetto degli stop loss (cosa ancora più grave) sono i motivi alla base del prosciugamento dei conti del 90% degli aspiranti trader. Ecco perchè non si può parlare di 50 e 50, sarebbe troppo facile!
    Esistono regole e metodi che permettono di pianificare in ogni dettaglio l’andamento di un operazione, dal punto d’ingresso alla proiezione del possibile (e realistico) target, per vedere se il rapporto rischio/rendimento è giusto, fino allo stop loss e al trailing profit, cioè come gestire un trade una volta che è partito bene ed è in profitto. Non c’è cosa più fastidiosa e demoralizzante che vedere un’operazione, che sembrava partire bene, girarci contro e trasformare un potenziale guadagno in perdita, oppure per troppa ingordigia vedersi bruciare quasi tutti i guadagni da un improvvisa inversione di trend. Sono certo che se avete fatto operazioni in borsa sapete di cosa parlo. Se avrete tempo e voglia di leggermi vi metterò al corrente di tutto questo e sapere che avete fatto un buon trade anche grazie ai miei consigli, sarà la mia ricompensa.

  3. febbraio 11, 2011 alle 17:01

    http://www.bbfinance.net/
    Allego questo link che ritengo possa essere utile. Se vi state un pò appassionando all’analisi tecnica, o comunque volete uno strumento professionale per seguire i grafici dei vostri investimenti, questa è un ottima azienda italiana di fornitura dati (per aggiornare quotidianamente le quotazioni di azioni, indici, futures, valute, ecc.). Io uso il loro servizio da anni e posso garantire sulla qualità. Oltre al software per scaricare semplicemente i dati quotidiani (in un click e tutto va in automatico), adesso offrono un software completo di analisi tecnica di loro creazione, completamente gratuito.
    Altrimenti, per chi si accontenta di analisi meno sofisticate, ma free, oltre al link che ho messo in homepage, consiglio la pagina Finanza di Yahoo che offre grafici interattivi personalizzabili.

  4. febbraio 12, 2011 alle 16:29

    ANCORA SOFTWARE.
    Come potete immaginare l’apporto di software sempre più sofisticati è essenziale nel mio lavoro. Alcuni vanno pagati (e neanche poco) ma davvero non se ne può fare a meno (per chi lavora a livello professionale), come Advanced Get o Metastock, ma segnalo anche l’ottimo Omega Tradestation, tutti software di analisi tecnica eccezionali. Per testare e anche creare i proprio sistemi di trading automatici da provare l’italianissimo Visual Trader, uno dei fiori all’occhiello del trading italiano. Per fortuna per chi vuole cimentarsi senza sborsare soldi si trovano software molto buoni e gratuiti, come quello distribuito da Bull & Bear (citato nel post precedente) e per chi vuole avvicinarsi al mondo delle opzioni (oggi nella pagina “Letture” ho allegato il pdf ufficiale di Borsa Italiana proprio sulle opzioni) sono disponibili gratuitamente due software ottimi, uno italiano chiamato “Fiuto” e lo trovate sul sito “Playoptions” e l’altro è americano, “OptionsOracle” scaricabile dal sito “SamoaSky”.

  5. febbraio 16, 2011 alle 16:51

    PSICOLOGIA:
    continuiamo la rassegna delle colonne portanti di un buon investitore.
    Un elemento fondamentale, che spesso invece non viene neppure affrontato da chi inizia a investire da solo sul mercato, è l’aspetto psicologico del trading. Potete leggere e fare tutti i corsi che volete ma se poi a livello mentale non siete preparati ad affrontare la sfida, vi troverete a fare i conti con perdite inaspettate, magari quando il vostro sistema vi ha dato pure il segnale operativo giusto. La mancanza di disciplina nella preparazione del trade, il non rispettare in maniera sistematica gli stop loss, la troppa fretta nell’incassare target potenzialmente esplosivi, sono gli errori tipici dei novelli trader. Non sono errori che durano nel tempo per un semplice motivo, o vengono affrontati subito con rigore e rimossi, oppure portano presto a prosciugare il conto dell’improvvisato trader di turno. Questo non è per spaventarvi ma è la verità. In ogni buon manuale di trading lo spazio alla componente psicologica è sempre importante, non tralasciatela perchè vi assicuro che è così. Fare trading ad un certo livello comporta prima di tutto conoscere bene se stessi, i propri limiti e le proprie paure. Conosco un trader famoso che lavora davanti ai propri monitor con il caridofrequenzimetro addosso. Non ha problemi di cuore, solo che ha riscontrato nel tempo che quando la soglia dell’ansia arriva a certi livelli la sua performance ne risente; un pò come un atleta insomma. Così facendo quando arriva ad un certo numero di battiti cardiaci, stacca qualche minuto e torna sereno e lucido al 100%. Per altri basta qualche respiro profondo, altri ancora una volta pianificato nei minimi dettagli un trade, prima di metterlo a mercato sono a posto, tutto quello che succede dopo non comporta stress. E’ importante sapere queste cose in modo da non sottovalutare l’argomento.
    Oltre ai testi segnalati in “Letture” allego questo link che parla in maniera approfonfita dell’argomento.
    http://www.performancetrading.it/Documents/RbPsicologia/RbP_Index.htm

    Un consiglio che do sempre è di pensare ai propri investimenti come ad un attività commerciale, rende più realistica e comprensiva la meccanica del trading. Fate conto di avere un negozio e vedere le varie componenti del trading in quest’ottica. Gli stop loss cono i costi d’azienda, lo so che all’inizio sono dolorosi, ma vedeteli come le spese necessarie per la vostra attività. Stessa cosa per i target, date tempo alle vostre operazioni di arrivare ai target prestabiliti. Se nel vostro “negozio” un prodotto vi è costato 100 € non potete venderlo a 110 € alla lunga i costi d’esercizio vi porterebbero alla chiusura; per questo pongo spesso particolare attenzione al rapporto rischio/rendimento dei trades che scegliete. Stessa cosa per la preparazione psicologica, nella vostra vera attività professionale non avete certo paura di affrontare il mercato o i fornitori, il commercialista e via dicendo, lo fate tutti i giorni e siete preparati, sapete cosa vi aspetta e come affrontarlo. Una volta acquisite le nozioni fondamentali anche per il trading, inizierete a sentirvi a vostro agio nella stessa maniera.

  6. febbraio 24, 2011 alle 15:55

    Primi “Trucchi” del mestiere: 1-2-3 & Ross Hook

    Quando si inizia a fare trading, naturalmente non si dispone dei software più sofisticati, sia per i costi che per motivi pratici del non sapere cosa cercare e cosa applicare ai grafici. Come ho già avuto modo di sottolineare, le analisi più accurate si hanno unendo lo studio delle dinamiche dei prezzi con indicatori e oscillatori dinamici, insieme all’analisi volumetrica e quella ciclica dei tempi. Per chi non dispone di tali strumenti bisogna almeno conoscere le prime nozioni per saper individuare ad occhio, osservando unicamente i grafici (sia intraday che giornalieri)le giuste situazioni tecniche. Un ottimo punto di partenza è il classico movimento 1-2-3 rialzista o ribassista. Si tratta di identificare nel caso di un rialzo, un punto di discesa che forma due minimi crescenti (quindi il secondo maggiore del primo) e poi una rottura rialzista del massimo precedente. Stessa cosa ma inversa per il ribasso.
    Questa configurazione da quantomeno un punto di entrata logico (alla rottura del punto 2, il massimo di periodo) e di stop loss (sotto il secondo minimo al punto 3). Allego questo link dove è illustrata bene questa prima rudimentale ma efficace strategia insieme al famoso Uncino di Joe Ross. Leggetela con attenzione e vi risparmierete molti errori comuni e banali, imparando una prima solida base per costruire entrate a mercato sensate.

    http://www.performancetrading.it/AT/rh/rhTheRoss.htm

    • giugno 8, 2011 alle 23:18

      avevo già letto della figura “1-2-3” , ho capito che è una figura di inversione di un trend ma non capisco la differenza sostanziale da un “doppio max” o “doppio min” o, meglio, da una configurazione “failure swing”

      • giugno 9, 2011 alle 06:58

        A livello pratico la differenza non è marcata. Su un doppio minimo si cerca la tenuta di un supporto, con due (o più) minimi di uguale o vicinissimo valore. Un uncino 1-2-3 presenta un secondo minimo minore del primo e non deve necessariamente essere su un supporto. Ad esempio è un’ottima soluzione per entrare su un titolo che è partito forte (senza di noi), si aspeta un ritracciamento e sul formarsi dell’uncino si entra long.

  7. marzo 8, 2011 alle 10:11

    COMPRARE LA FORZA E VENDERE LA DEBOLEZZA.

    Passiamo ad analizzare un’altro dei più comuni errori fatti dai novelli trader.
    Insieme alla pessima abitudine di mediare al ribasso, cioè comprare ancora azioni che già stanno erodendo il capitale con perdite cospicue, un’altra idea di fondo sbagliata è quella di pensare di comprare a buon mercato. In un precedente post abbiamo paragonato l’attività di trading ad un attività commerciale, come avere un negozio, esempio che fa capire meglio e “sopportare” la gestione degli stop loss e le spese necessarie in cultura finanziaria e software. In maniera opposta però vanno viste le opportunità di acquisto, in questo caso non bisogna mai agire con mentalità commerciale, dove per gli acquisti si cerca giustamente di risparmiare il più possibile. Per comprare in borsa vale quasi sempre il contrario, bisogna comprare la forza, cioè i titoli sui massimi (quindi “cari”) e vendere short la debolezza, quindi titoli sui minimi. Non sapete quante volte ho sentito chiedermi pareri su titoli che avevano perso tantissimo, ma non per shortarli, ma per comprarli! E’ uno dei più comuni errori fatti dai trader improvvisati.
    Questo non significa sistematicamente comprare ogni titolo che fa un nuovo massimo, ma selezionare tra questi le migliori opportunità. Stessa cosa nelle fasi di ribasso, bisogna cercare titoli già tartassati dalle vendite, perchè con molta probabilità continueranno a perdere ancora.
    Naturalmemte poi il punto di entrata andrà cercato secondo il proprio sistema di trading, potrà essere sul break-out, su un momentaneo ritracciamento, una piccola compressione di volatilità e così via.
    Tutto questo perchè i mercati vivono costantemente di eccessi, lo stiamo vivendo anche in questi anni, prima sembrava finisse il mondo, con il crollo del 2008 e poi abbiamo avuto due anni di rialzo quasi senza sosta.
    Il mercato lo muovono i soldi e quando un titolo sale continua solitamente ad attrarre nuovi compratori, è come una macchina in corsa, prima di arrestarsi ci mette del tempo anche levando il piede dall’accelleratore. Seguire il flusso del denaro è quasi sempre vincente.

  8. marzo 18, 2011 alle 11:49

    DIVERSIFICARE

    Altro punto alla base di strategie di trading vincenti e durature e la diversificazione.
    Per chi fa del trading il proprio mestiere, diversificare è essenziale, dato che consente di frazionare il rischio su asset diversi. Ci sono momenti che l’azionario langue e portare a casa profitti è difficile, quindi essere in grado di sfruttare i mercati più volatili o comunque regolari è essenziale. Ad esempio le valute con il cambio Euro/$ ed altri. Le commodities, con Oro e Petrolio su tutti. Il mercato obbligazionario con il future sul Bund tedesco.

    Anche chi investe solo come attività part-time può e deve diversificare, questo non significa per forza conoscere tutti i mercati sopra detti, anche perchè sono difficili da tradare con successo, ma si diversifica in un altro modo.
    Io posso anche operare solo su alcune azioni italiane del Mib40, ma anche qui posso rendere la curva dei profitti più lineare e dimunuire il rischio in molti modi.
    Ad esempio lavorando su più time frame e più sistemi di trading. Una volta trovati sistemi che danno buona resa e tranquillità psicologica, posso applicarne uno su barre orarie su due o tre titoli ed un altro sistema sul classico giornaliero per un mini paniere di titoli differente. Anche questo è un modo di diversificare pur restando solo sull’azionario di un solo mercato. Così facendo se un sistema va in crisi posso tamponare con l’altro.

    La cosa migliore è avere un approccio multi sistema, multi mercato e su time frame diversi, ma anche il piccolo metodo sopra è un buon punto di partenza.

    Il consiglio che do sempre a chi inizia a fare o simulare trading è di seguire solo due o tre titoli e prendere confidenza con quelli, in modo da comprendere grazie a loro le varie dinamiche del mercato. Una visione ristretta permetta di essere sempre concentrati e sapere bene come muoversi. Una volta presa confidenza e sopratutto ottenuti risultati si può ampliare il paniere, ma un paio di buoni sistemi applicati anche su pochi titoli con costanza e disciplina portano già a risultati soddisfacenti.
    Come sempre la disciplina ed il ferreo rispetto delle regole sono alla base di ogni possibile sistema.

  9. aprile 13, 2011 alle 09:37

    PATTERN DI PREZZO

    Un buon sistema statistico per entrare in un operazione è quello di identificare dei pattern di prezzo, cioè delle configurazioni grafiche che si ripetono nel tempo.
    All’interno del blog ne ho spiegate alcune tipo il Boomer e proprio oggi un sistema sui Gap. Esistono molti testi che spiegano queste tecniche e cosa molto importante, ci sono in circolazione molti software (anche gratuiti) che permettono di testare l’efficacia del Pattern in questione su un determinato titolo; in modo da avere una statistica affidabile sui risultati del passato.
    Tra i Pattern più frequenti e abbastanza affidabili, consiglio lo studio del Lizard, i sopracitati Boomer e Gap, le barre outside e le compressioni di volatilità. Sono tutti sistemi che se applicati con metodo e continuità (soprattutto in intraday) danno risultati soddisfacenti.

  10. maggio 13, 2011 alle 08:57

    CALMA & SANGUE FREDDO

    In questi ultimi periodi il mercato sta mettendo alla prova i nervi e le equities di molti traders. Tanti sistemi affidabili e redditizi sono in difficoltà. Personalmente le cose stanno andando abbastanza bene solo grazie agli strumenti usati per tradare (leggi le Opzioni) e all’esperienza che mi ha fatto evitare molti falsi segnali, ma la gestione intraday è abbastanza stressante e difficile.

    Queste sono le classiche situazioni che per chi inizia sono spesso fatali, dato che non le trovate nei libri. Continui rovesciamenti di fronte, anche con volumi sostenuti, che non permettono ai trades di svilupparsi ma fanno arrivare invece grappoli di stop loss. Titoli di solito volatili e direzionali che si piantano come un ciclista cotto su una salita dura, e tante altre “delizie” che vi fanno venir voglia di spengere il pc e fare altro.

    C’è però un lato positivo, dopo tutto questo di solito arriva la fase di forte trend, e chi ha avuto pazienza ed ha lavorato con rigore e disciplina, spesso viene ripagato (se sarà altrettanto regolare nel lavoro) con un paio di settimane che ripagano di un mese o due di sofferenza.

  1. ottobre 7, 2011 alle 12:37

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